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Lingua: Italiano

Note: un posto per i pensieri che non sono ancora attività

Certi pensieri arrivano come attività già pronte. «Il pulsante “Riprova” non si blocca durante la richiesta»: è chiaro cosa non va e come dovrebbe funzionare. Queste le mettiamo nel backlog in una riga.

Altri arrivano a metà: «l’onboarding sembra troppo lungo». Questa non è ancora un’attività. Non è chiaro cosa fare, e nemmeno se fare qualcosa.

L’agente fa ciò che è scritto

Se dai a un agente la riga «l’onboarding è troppo lungo, sistemalo», lui lo fa: accorcia i testi, toglie un paio di passaggi. In modo ordinato e veloce. Se sia il lavoro che volevamo davvero è un’altra questione.

L’agente non ti propone di aspettare e pensarci ancora un po’. Prende il testo e lo esegue. Per questo finiamo di pensare prima che un pensiero entri in un prompt.

Il backlog è per le decisioni

Prima mettevamo tutto nel backlog. Attività vere stavano accanto a mezze frasi come «importazione da Linear: ci serve?». Quando sceglievamo la prossima attività per l’agente le scorrevamo ogni volta e ci distraevamo.

Ora nel backlog c’è solo ciò che abbiamo deciso di fare. Tutto il resto va in «Note».

«Note» è una scheda presente in ogni progetto. È una sola pagina di testo: niente schede, colonne o date. Il testo si salva da solo. Puoi scriverci mezza frase o una domanda per te stesso.

Come una riga è diventata due attività

A metà settembre nelle note di «Platform» è comparsa una riga: «Onboarding: brevi suggerimenti per ogni sezione invece di un unico lungo tour?». L’avevamo scritta dopo aver parlato con una persona che aveva chiuso il tour di benvenuto al secondo passaggio e poi aveva passato una settimana senza capire a cosa servissero i campi.

Non l’abbiamo data all’agente. Un paio di giorni dopo, sotto la prima, è comparsa un’altra riga: «in Campi non si capisce qual è la chiave e qual è il valore». Poi: «un esempio direttamente nel suggerimento?». Poi: «mostrarlo una volta sola, alla prima visita in una sezione». Ogni volta che ci tornavamo sopra, aggiungevamo una riga.

Una settimana dopo era chiaro che le attività erano due, e nessuna riguardava il tour. La prima: un breve suggerimento in ogni sezione alla prima visita. La seconda: un esempio di campo e di frammento direttamente in quei suggerimenti. Le abbiamo spostate entrambe nel backlog, abbiamo scritto quale doveva essere il risultato e abbiamo cancellato le righe dalle note.

Le righe delle note sono diventate due attività nel backlog

Se avessimo dato subito all’agente la prima versione, avrebbe accorciato il tour, e a noi serviva altro.

Quando spostarla nel backlog

A volte basta un minuto per capire cosa vuoi, a volte una settimana. Nelle note non ci sono contatori né date, quindi una riga può restarci per tutto il tempo che serve.

È il momento di spostare un pensiero quando riesci a scrivere quale deve essere il risultato. Per esempio: «alla prima visita in una sezione compare un breve suggerimento con un esempio». E certe righe non diventano mai attività: «importazione da Linear» non è servita nemmeno una volta in un mese. Quelle le cancelliamo e basta.

Se l’agente è collegato alla bacheca

In PRO l’agente lavora con la bacheca tramite MCP, e nella Guida c’è uno scenario chiamato «Riordinare le note»: l’agente legge le note, propone delle attività e crea solo quelle che confermi. Le note restano come sono. Torna comodo quando si sono accumulate tante piccole cose.

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